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VISITA A ROCCAZZO

 

                                                                                                                  

L'estate del 2008 sono andato a visitare, non avendolo mai fatto, Roccazzo. Il sito archeologico di Roccazzo si trova testimone della presenza dell’uomo nel territorio di Mazara del Vallo fin dall'età del rame (III millennio a.C.), il più grande rinvenuto in Sicilia, si estende per circa trentaquattro ettari ed è stato scoperto nel 1985. Il sito Eneolitico, si trova presso la borgata Costiera, è caratterizzato da numerose tombe a grotticella scavate nella roccia che, spesso, decorano le pareti calcaree dei "magaggiari", ampie spianate rocciose ricche di vegetazione spontanea a giunco e palma nana. Quasi tutte le tombe furono adoperate per una sepoltura singola compiuta in posizione rannicchiata o supina. Soltanto la n. 29 presenta i resti di quattordici inumati. Il corredo funerario, trovato all’interno delle tombe, non era ricco, generalmente era costituito da ciotole verniciate in rosso e un dente di squalo. Una delle caratteristiche del sito, oltre alle tombe, è che vi sono i resti delle capanne. L’abitato è costituito da quattro capanne rettangolari orientate verso il mare di notevoli dimensioni che probabilmente erano costruite in legno con una palizzata continua piantata saldamente in una trincea scavata nella roccia ed erano dotate di siloi e conchette di contenimento o funzionali alle principali attività degli abitanti. La trincea scavata nella roccia fungeva da base per la palizzata che sorreggeva la capanna. Questo meraviglioso sito, testimonianza del nostro passato, non è facile da raggiungere. Perché non esiste segnaletica utile per individuare il sito, niente che faccia capire che qui ci sia uno dei siti preistorici più importanti della Sicilia occidentale. L’insediamento è situato su una collina omonima che costituisce il naturale proseguimento del vasto pianoro che lambisce a Est la valle del Màzaro. Essa prende la configurazione di una vera e propria roccaforte naturale circondata da ripidi pendii che costituiscono una indubbia difesa naturale. Soltanto sul fianco occidentale tale area è collegata al resto del territorio pianeggiante. Detto pianoro fronteggia l’antistante altopiano della Meta creando una gola tra i due rilievi nel luogo in cui insiste l’attuale strada provinciale Salemi-Mazara del Vallo che ricalca uno dei percorsi storici più antichi di collegamento fra il mare e l’entroterra trapanese.

Non vorrei essere indicato come il criticone di turno né vorrei trasformare il mio sito come sfogo di critiche ma mi chiedo è possibile che un luogo così interessante, già più volte propagandato dalle amministrazioni cittadine, non venga reso accessibile ai visitatori con percorsi e segnaletica adeguata?

CLICCA SUL LINK QUI SOTTO PER VEDERE IL FILMATO, BY ANTONY MARTIN, DEL SITO ARCHEOLOGICO DI ROCCAZZO

http://www.youtube.com/watch?v=a6EHnPhE4dI (Roccazzo)

Mazara, 31.08.2008