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FRUTTI ANTICHI DIMENTICATI O QUASI

I frutti antichi di piante spontanee o coltivate, perlopiù, negli orti o giardini casalinghi per il consumo domestico sono caratteristici (non tutti) della stagione  autunnale. A me ricordano un'infanzia gaia e romantica quando li compravamo o li andavamo a raccogliere per il piacere di noi ragazzi che felici ritornavamo a casa con questi frutti antichi dal gusto particolare. Ve ne ricordate ancora qualcuno? Antichi sapori ormai persi, frutti semplicemente fantastici che mi fanno rimpiangere tutto quello che era intorno a me quando ero bambino.
 

Le AZZERUOLE  gialle o rosse mangiate fresche sono molto gustose, dissetanti e rinfrescanti hanno proprietà diuretiche, ipotensive, antianemiche ed oftalminiche. Si possono preparare delle marmellate oppure possono essere conservate sotto spirito.

 

I   CACHI sono bacche la cui forma varia da molto piatta a molto allungata con prevalenza della forma arrotondata. Il colore della buccia a maturazione di raccolta è giallo più o meno aranciato nella maggior parte dei casi, mentre diviene rossastro in altre.  Hanno un altissimo valore biologico, la polpa contiene molte vitamine e proteine ed è ricca di zuccheri. In Sicilia è famosissimo e diffuso il Kaki di Misilmeri che viene esportato in tutto il mondo.

 

 

Le CARRUBE a forma di baccello pendente, lungo dai dieci ai venti centimetri, largo da due a quattro centimetri circa, spesso da cinque a quindici millimetri di colore nerastro alla maturazione, ha la superficie coriacea e lucida, la polpa (mesocarpio) è carnosa e zuccherina. L'albero del carrubo è parte integrante del territorio siciliano, lo trovi dappertutto. Ancora oggi si preparano mostaccioli, biscotti, pasta, dolci, mostarda, marmellata di polpa macinata di siliqua di carruba. E poi come si può dimenticare il sapore delle caramelle al sapore di carrubo!

 

Le COTOGNE o mele cotogne contengono oltre che tannino anche vitamina C e pectina. Sono gustosissime dopo un'adeguata cottura  per superare i valori tannici e astringenza. E' conveniente raccogliere abbastanza verdi perché facilmente sensibili agli attacchi di parassiti. La marmellata delle mele cotogne, per me, è la migliore.

 

GELSI BIANCHI O NERI hanno sapori diversi, infatti mentre il bianco ha sapore dolciastro ed è leggermente lassativo, il nero è più succoso. Mangiati al naturale sono rinfrescanti e dissentanti. In Sicilia specialmente la qualità nera viene usata per marmellate, gelatine, confetture, sorbetti e dolci. Ottimo il gelato.  

 

 

Le   Melagrane (Punica granatum L.) hanno una bacca carnosa, denominata balausta, con buccia spessa, complesso, incluso nel tallo, con varie cavità separate da membrane. L’interno contiene molti semi carnosi, di forma prismatica, con testa polposa e tegumento legnoso, molto succosi ricchi di calorie e carboidrati. Hanno proprietà astringenti e diuretiche e sono, generalmente, consumati freschi e molto spesso sono usate per preparare bibite, sorbetti, succhi e marmellate.

 

 

Le MELE NANE (in siciliano pummiddra di San Giuvanni) hanno una forma sferica-appiattita irregolare e sono di pezzatura piccola. Il colore è verde-giallo con qualche striatura rosata. La polpa è bianca croccante con sapore dolce, leggermente, asprigno. Sono le prime mele a maturare (giugno) proprio per San Giovanni.

 

 

Le  MELE LIMONCELLE, di origine campana o siciliana, hanno una forma cilindrica leggermente appuntita ed un profilo trasversale ellittico. La buccia è liscia di colore giallognolo dorato con striature rosa ed è di pezzatura piccola. La polpa bianca e croccante è di sapore zuccherino e semi acidulo. In alcune zone italiane (Sorrento) si è ripreso a coltivarle anche se sono ancora poco diffuse.

 

 

I ROVI sono costituiti da bacche riunite in more di color viola scuro e brillante. Consumato fresco è dissetante ed ha un sapore gradevole. L'aroma intenso e gradevole ed il colore nero brillante fanno della mora un ingrediente prezioso per preparare marmellate e sciroppi.

 

Le   SORBE è un pomello sub globoso o piriforme lungo da 2 a 4 centimetri, di colore giallo-rossastro e punteggiato, quindi bruno a maturità; la polpa è verdognola dolce, con endocarpo membranaceo e semi angolosi bruni. I frutti che maturano in autunno di sapore acidulo, ricchi di acido malico e vitamina C, se ammezziti sotto la paglia diventano dolci, con polpa farinosa e molle.

Naturalmente ho descritto i frutti che sono coltivati ed ho conosciuto nella Sicilia occidentale dove ho abitato da ragazzo, ma di questi frutti ormai quasi dimenticati o poco conosciuti ne esistono tanti es. le giuggiole, l'uva spina, i corbezzoli ecc. e naturalmente qualcuno di essi non è autunnale.