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A FRANCO

 

Caro Franco,

Volevo scriverti questa lettera, da tantissimo tempo, ma non ho mai trovato la forza per poterlo fare. Oggi aprendo il mio sito ho trovato un passaggio di tuo fratello Nino che si firma Sirrato, la cosa mi ha emozionato tantissimo perché mi ha fatto tornare indietro a quella tragica notte del 23/24 novembre del 1991 e mi sei apparso in tutta la tua persona, la tua simpatia, la nostra amicizia, i tuoi racconti, le notti di ferragosto a far tardi, i nostri scherzi, le cantate in riva al mare. A Quarara con il falò acceso, l’ultima estate che siamo stati insieme, avevamo cantato “Spunta la luna dal monte”

Notte scura, notte senza la sera
notte impotente, notte guerriera
per altre vie, con le mani le mie
cerco le tue, cerco noi due.
Spunta la luna dal monte
spunta la luna dal monte.
Tra volti di pietra tra strade di fango
cercando la luna, cercando
danzandoti nella mente,
sfiorando tutta la gente
a volte sciogliendosi in pianto
un canto di sponde sicure
ben presto dimenticato
voce dei poveri resti di un sogno mancato.

Ci sei Tu in questa canzone e tutte le volte che la risento, Ti rivedo. Come si possono dimenticare momenti o persone a cui sei legato da sempre?  Da qualche mese hai accolto in cielo tra le tue braccia, il piccolo Pietro, Coccolalo per Antonella e Cesare, per Piera e Piero, per tutti quelli che gli hanno voluto bene, per tutti noi. Sappiamo che è in buone mani. Una stella nel firmamento brilla ogni giorno della Vostra luce e noi sappiamo che Ci siete. Siete nella mente di tutte le persone che vi hanno nel cuore e nel pensiero quotidiano. Un abbraccio

                                                                                                                                                          Andrea