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Usanze e Tradizioni

 

Casa Nuova = Pesce fritto

Ho trascurato per qualche settimana il Web perché impegnato con il trasloco in un altra casa e questa è la prima cosa che scrivo nella luce notturna della nuova casa. Amici e parenti mazaresi, che ho sentito in questi giorni, mi hanno chiesto se avessi preparato il pesce fritto in quanto è usanza mazarese inaugurare così una nuova casa. Penso, però, che quest’usanza avvenga in tutta la Sicilia perché ho avuto modo di sentirlo da altri conterranei e volendo traghettare la cosa in ambito più "prestigioso" cito quanto Luigi Pirandello faceva dire nella Giara a Zi' Dima Faremo allegria tra noi, qua tutti quanti! Voglio incignar la casa nuova! Tu, Tararà, corri va da Mosca e compra vino, pane, pesce fritto e peperoni salati: faremo un gran festino! e Tutti (battendo le mani, mentre Tararà corre per le compere): Viva zi' Dima! Viva l'allegria!”  è il momento in cui Don Lolò decide di lasciarlo dentro la giara. Non conosco l’origine di quest’usanza ma è pratica che si estende in tutta l'isola con caratteristiche diverse. A Mazara, girando tutti i locali della nuova casa, si offre "a li patruneddra di casa" il pesce fritto, il sale ed il pane così dicendo: "Patruneddra di casa rati saluti, fortuna e pruvirenza a la famigghia chi veni a stari 'nta sta casa". Quello che racconto non vuole essere un recupero nostalgico, come qualcuno potrebbe pensare, ma è un voler sottolineare l'autenticità e l'originalità della tradizione locale che dobbiamo tener viva e far conoscere alle nuove generazioni che magari sanno tutto su Halloween (che fa chic) e non conoscono le nostre tradizioni.

La festa dei Morti

Ed a proposito di halloween, in Sicilia nella notte tra il 1° ed il 2 novembre c'è l'usanza di preparare doni e dolci per i bambini, ai quali viene detto che sono regali portati dai parenti trapassati. I genitori infatti raccontano ai figli che se durante l'anno sono stati buoni e hanno recitato le preghiere per le anime dei defunti, i "Morti" porteranno loro dei doni. Mi ricordo che da bambino aspettavo incuriosito, con un occhio aperto e l'altro socchiuso, con la speranza ed il timore di riuscire a vedere l'arrivo dei defunti. Alla fine il sonno aveva il sopravvento e non sono mai riuscito a verificarne l'arrivo. Immancabilmente però, al mattino, io ed i miei fratelli cercando per casa trovavamo, con grande gioia, il nostro cesto con le primizie, la frutta Martorana (immagine a sinistra) ed i Pupi di zucchero (immagine a destra). La tradizione vuole che poi si vada al cimitero a portare fiori, per ringraziare i propri cari per la loro generosità e a ricordarli come quando erano in vita. Giovanni Verga nel racconto "La festa dei Morti" scrive: Narrava la leggenda che la caverna sotterranea, per un passaggio misterioso, fosse in comunicazione colla sepoltura della chiesetta soprastante; e che ogni anno, il dì dei Morti - nell’ora in cui le mamme vanno in punta di piedi a mettere dolci e giocattoli nelle piccole scarpe dei loro bimbi, e questi sognano lunghe file di fantasmi bianchi carichi di regali lucenti, e le ragazze provano sorridendo dinanzi allo specchio gli orecchini o lo spillone che il fidanzato ha mandato in dono per i morti - un prete sepolto da cent’anni nella chiesuola abbandonata, si levasse dal cataletto, colla stola indosso, insieme a tutti gli altri che dormivano al pari di lui nella medesima sepoltura, colle mani pallide in croce, e scendessero a convito nella caverna sottostante, che chiamavasi per ciò “la Camera del Prete”


La Novena Natalizia

Un' altra usanza molto diffusa in Sicilia era la preparazione del presepe fin dal XVI secolo. Le famiglie, di qualsiasi ceto sociale, lo predisponevano e come tradizione voleva invitavano li sunaturi (musicanti) che eseguivano la novena durante i nove giorni precedenti il Natale. Da ragazzino io ed i miei amici seguivamo questi musicanti, quando giravano nel nostro quartiere, per ascoltare la novena che nel finale comprendeva "lu rassu" consistente in motivetti contemporanei molto in auge al momento per la gioia di noi tutti (piccoli e grandi). Parlo del passato in quanto successivamente dal momento che mi sono stabilito in Lombardia sono stati pochi i periodi delle feste natalizie vissute in Sicilia.


Gli altari di San Giuseppe
 

La festa di San Giuseppe, in tutta la Sicilia, è molto sentita e prevede la predisposizione di altari dove l'elemento predominante è il pane. A Mazara la manifestazione si svolge nella Borgata Costiera. Tra i paesi, in provincia di Trapani, dove la tradizione assume un' eco maggiore voglio ricordare: Campobello di Mazara dove il rito dell'Altare si articola in quattro fasi: la questua, l’allestimento dell’altare, il banchetto, il cenone. A Salemi i preparativi durano 8 giorni e durante questo periodo viene allestito l'altare in casa e si provvede ad invitare un certo numero di bambini, in base al voto fatto, di solito in numero di tre in quanto devono rappresentare la Sacra Famiglia. A Vita ospiti d’onore e protagonisti di l’artaru sono i "virgineddi" o "santi" che rappresentano la Sacra Famiglia con l’aggiunta di S. Anna e S. Gioacchino. A Gibellina  la mattina del 19 la congregazione si reca a casa di San Giuseppe dove si trovava anche Gesù. Il corteo prosegue verso casa della Madonna e si muove per assistere alla Messa. Segue il pranzo. Nel pomeriggio, i tre personaggi si recano in chiesa per partecipare alla processione. La piazza antistante la Chiesa del centro é gremita, i congregati di San Giuseppe distribuiscono le candele e predispongono la processione. A Marettimo per festeggiare San Giuseppe è tradizione fare la Duminaria, che consiste nell'accendere i Vampi di San Giuseppe (falò) la sera del 18. Al pranzo del 19 partecipano tutti gli abitanti dell'isola mentre coloro che non possono parteciparvi, vengono serviti a casa.


Pasqua in Sicilia

In tutta la Sicilia, in occasione della Santa Pasqua, si svolgono varie rappresentazioni religiose. A Mazara la più importante e più tipica è l'Aurora (l'Arora). Si svolge la domenica di Pasqua al mattino e vuole festeggiare in mezzo al devoto fervore dei credenti la Resurrezione del Signore, annunziata già fin dalle prime ore del mattino dallo scampanio festoso di tutte le chiese della Città. Introdotta dai Padri Carmelitani Scalzi,  quest'Ordine religioso si stabilì a Mazara nel convento di Santa Teresa nel 1667, consiste in uno spettacolo sacro, che ha avuto nel corso degli anni varie modifiche, attualmente non si svolge più al levar del sole, quando avvenne cioè il divino prodigio, come narrano i sacri testi, ma verso le nove. La funzione si svolge in piazza della Repubblica, dove già fin dalle prime ore del giorno la gente comincia ad affluire e la gremisce. Cristo risorto con manto rosso e bandiera bianca, preceduto da una dozzina di confratelli della Compagnia delle Grazie, vestiti con sacco e cappuccio bianco, dalla chiesa di Santa Caterina è portato sotto il Passetto, mentre nello stesso tempo la Madonna, vestita di bianco, ma tutta avvolta in un manto nero, preceduta da altri dodici confratelli della medesima compagnia, è portata all'imboccatura di via XX Settembre, dalla parte opposta della piazza. Al segnale convenuto, il Cristo e la Madonna, a cui è stato già tolto il manto nero e dalla statua cava escono in volo delle colombe bianche, sono portati di corsa nel mezzo della piazza e fermatisi a brevissima distanza l'uno dall' altra fanno tre inchini in mezzo agli evviva e al tripudio dei presenti. Subito dopo si ordina la processione: precedono i confratelli, segue il Cristo, subito dietro la Madonna ed infine la gente del popolo. La stessa funzione si svolge anche a Castelvetrano con caratteristiche più o meno simili. Tra le manifestazioni più interessanti in provincia voglio ricordare: a Trapani la processione di ben venti gruppi statuari, detta dei “Misteri”, che si svolge il Venerdì Santo. Ogni mistero è affidato ad una particolare maestranza di artigiani e lavoratori. I Simulacri sono: la Caduta al Cedron, Gesù dinanzi ad Hanna, la Flagellazione, l'Ecce homo, l'Ascesa al Calvario, Madre pietà dei Massari, Madre pietà del popolo e l'Addolorata. A Marsala il Giovedì Santo si svolge un’importante processione vivente che ricorda la Passione di Gesù Cristo ed ha come attori gli stessi abitanti della città. (su Wikipedia alla pagina di Mazara del Vallo la nota n. 25 https://it.wikipedia.org/wiki/Mazara_del_Vallo fa riferimento a questa pagina infatti cliccandoci sopra ti ci trovi dentro)

Ho citato solo alcune delle usanze e tradizioni ma in Sicilia ne esistono a migliaia che potrete trovare nei vari siti dedicati a questi avvenimenti. A chi fosse interessato all'argomento suggerisco la lettura dei seguenti testi: "Usi e costumi. Credenze e pregiudizi del popolo siciliano" di Giuseppe Pitrè, il più importante raccoglitore e studioso di tradizioni popolari, per quanto riguarda il folklore di tutta la Sicilia; "Folklore di Mazara" dell'illustre Storico Mazarese Filippo Napoli per quanto riguarda Mazara del Vallo.