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MAZARA DEL VALLO E DINTORNI

Aver aperto un sito comporta mettersi a contatto con i visitatori che ti invitano ad aggiungere novità, curiosità, informazioni ecc. e ciò lo trovo molto bello ed interessante. Colleghi ed amici Bergamaschi mi hanno spinto ad aggiungere questa pagina di informazioni relative alla mia terra d'origine sia per curiosità che per un eventuale uso qualora dovessero intraprendere un viaggio in Sicilia. Cercherò di essere sintetico, per me parlare di Mazara in modo sintetico è molto difficile, ed esaustivo.

              

                 Mazara: Veduta aerea del porto canale

                                                                                                                     

                                                                                                        

Alla foce del fiume Màzaro lungo la costa sud occidentale della provincia di Trapani si estende Mazara del Vallo primo porto peschereccio d'Italia, del Mediterraneo e Città del Satiro.

Le sue origini sono antichissime, porto fenicio e successivamente emporio Selinuntino viene conquistata dai Cartaginesi, che la tengono fino al 210 a.c. quando viene conquistata dai Romani. Nell'827 gli Arabi capeggiati da Asab ibn al-Furat sbarcavano a Mazara e da qui cominciarono la conquista di tutta la Sicilia. La città, con gli Arabi, attraversò il suo massimo splendore divenendo il capoluogo dei tre distretti amministrativi (Wali) Val di Mazara, Val Demone e Val di Noto e definita, nel 1154, dal Geografo Arabo Al Idrisi "Splendida ed eccelsa città, cui nulla manca, che non ha pari né simili"  Nel 1072 i Normanni capeggiati da Ruggero sconfiggevano il condottiero Mokarta liberando l'ultimo avamposto in Sicilia. Fu elevata a Vescovado e divenne una delle città regie Normanne. Ospitò il primo parlamento regionale nel 1097.  Successivamente appartenne agli Angioini e agli Aragonesi. Nel sedicesimo secolo, il centro storico era diviso in quattro quartieri: San Giovanni, San Francesco, la Giudecca e la Xitta. Ed anche se, dopo il XIV secolo, Mazara non era più la città capoluogo del periodo Arabo o una delle più importanti del periodo Normanno, tra il XVI ed il XVIII secolo si arricchì di Chiese e monumenti di cui oggi fa bella mostra. Oggi la città, con un territorio di 256 Kmq, conta circa 52.000 abitanti è un fiorente centro agricolo ed è il più importante porto peschereccio d'Italia e del Mediterraneo. Infatti l'attività principale è legata alla pesca ed all'industria  ad essa collegata. Notevole la produzione vinicola, cerealicola e  l'olivicoltura con relativi impianti industriali.

A Mazara si può arrivare: in aereo negli scali di Palermo Punta Raisi che dista 100 Km circa o Trapani-Birgi che dista circa 45 Km. La stazione ferroviaria è in centro città ma il treno non lo consiglio perchè la strada è lunga ed in Sicilia la ferrovia è ancora a binario unico. Io consiglio di arrivare, con la propria automobile, prendere la nave a Genova o Civitavecchia o Napoli o Livorno, sbarcare a Palermo, imboccare la A29 che termina a Mazara del Vallo. Così avrai con te anche l'auto per le escursioni.

Gli itinerari che consiglio per visitare Mazara sono:

1) Parcheggiando l'auto in Piazzale G.B. Quinci attraversare per 300 m il Lungomare Mazzini fino alla scalinata che vi porta in Piazza Mokarta dove si incontra la fontana con il gruppo scultoreo di Pietro Consagra e l'Arco Normanno, indi proseguire per Via San Giuseppe con l'omonima chiesa del 1630, proseguendo verso Piazza della Repubblica a destra visitate Santa Caterina del 1318, nell'omonima piazzetta, proseguendo attraversate l'Arco del Tocchetto che porta in  Piazza ed a sinistra trovate la Cattedrale del 1093, il Seminario dei Chierici del 1700 con ampio loggiato, a destra il Palazzo Vescovile del 1596 ed al centro la Statua di S. Vito Martire, Patrono della città, opera del Marabitti, visitando la cattedrale uscite dalla porta che dà verso il mare così potrete ammirare la villa comunale con ficus centenari ed il portale della Cattedrale con il Conte Ruggero a cavallo (1584). Ritornando in Piazza della Repubblica, imboccate la via Garibaldi e girate in Via Pino dove incontrerete i resti di Casa Scuderi, arriverete in Piazza Santa Veneranda con l'omonima chiesa del 1680, indi proseguite per Via San Michele ed arriverete in Piazza San Michele con l'omonima chiesa dell'XI secolo, ricostruita nel 1696 e con annesso il Monastero Benedettino delle Suore di clausura dove potrete gustare i famosi dolci e biscotti. Accanto alla Piazza sulla destra troverete la Chiesa di Sant'Agostino andando invece verso sinistra imboccherete la Via Goti nel quartiere della Giudecca (da qui inizia quella che adesso viene nominata Casbah dove l'impianto architettonico con vicoli e cortili è arabo ed è abitata in maggior parte da Tunisini che fanno i pescatori sui motopescherecci mazaresi), attraversatela tutta ed in fondo alla via incontrate la  Via Porta Palermo, girate a destra fino a Piazza Porta Palermo e da qui proseguite sulla sinistra per via Bagno, a cinquanta metri svoltate a destra e dopo una cinquantina di metri vi troverete davanti alla Chiesa di S. Francesco del XIII secolo. Dando le spalle al portale della chiesa vi trovate di fronte, leggermente a destra, la via Bambino attraversatela fino in fondo e vi troverete in Piazza Regina attraversatela e siete sul Molo Caito  sulla destra avrete il porto canale mentre a 100 sulla sinistra avrete di fronte San Nicolò Regale, raro esempio di architettura normanna, del 1124. Proseguendo in salita fiancheggiate la chiesa di San Nicolò e sulla sinistra imboccate Via G. Sciacca ed arriverete in Piazza Immacolata (chiamata anche Purgatorio dai mazaresi) con davanti a voi la parte posteriore del vecchio Ospedale del 1600 ed a sinistra la Chiesa di S. Calcedonio meglio conosciuta come Santa Lucia, andando verso destra per Via G. Sansone si arriva in Piazza S. Teresa con l'omonima chiesa che conserva le reliquie di San Vito Martire tanto da essere chiamata anche San Vito in urbe e si dice che lì sorgesse la casa natale del Santo. Proseguendo a sinistra in lieve discesa la Via Santa Teresa, per circa 30 metri si arriva in Piazza Plebiscito e di fronte vedrete il portale di S. Ignazio del 1701 con vicino il Collegio dei Gesuiti del 1675 mentre sulla destra troverete le cupole arabesche della chiesa del Carmine e di S. Egidio (1525)  oggi sconsacrata e Museo del Satiro. Percorsa la Via Plebiscito a destra si svolta in Via Carmine con a destra la Chiesa dell'Annunziata o Carmine sconsacrata (oggi ospita una sala conferenze) e l'antico  convento dei Carmelitani oggi sede di uffici comunali, a sinistra si trova il teatro Garibaldi in fase di restauro ed il palazzo del Cavalieri di Malta. L'angolo del Palazzo confina con Via San Giovanni, svoltando a sinistra si arriva a Piazzale Quinci dove potrete riprendere la vostra auto senza prima aver dato uno sguardo al Porto.

Fontana Consagra con Arco Normanno

Facciata del Duomo

Via S. Giuseppe con a sinistra la Chiesa e sullo sfondo le Cupole della Cattedrale

S. Caterina

 

S. Michele Interno

Piazza della Repubblica 

Statua S. Vito e sullo sfondo le Cupole

  

S. Francesco Volta Interna

 

S. Nicolò Regale

 

S. Ignazio

Collegio dei Gesuiti

    Scorcio della Casbah

 

 

2) Quest'altro percorso da fare in macchina, con le dovute soste, vi invita a percorrere tutto il Lungomare Mazzini, Hopps e San Vito arrivando a Bocca Arena (foce del fiume Delia) attraversate il nuovo ponte ad arcate in direzione Capo granitola. Sulla destra ammirerete la costa rocciosa e frastagliata scelta per lo sbarco dei Saraceni (Quarara). Sulla sinistra a circa 5 Km c'è il bivio per i Gorghi Tondi. Vi consiglio però di fare, prima, una visita  all'antico borgo marinaro di Torretta-Granitola un angolo di tranquillità molto bello ed al ritorno prendere la via verso i Gorghi tondi (piccoli laghetti a forma circolare)  vi troverete alla Riserva Naturale Integrale "Lago Preola e Gorghi Tondi" gestita dal WWF  e con il Gorgo Basso dove abitano le folaghe, le gallinelle, i moriglioni, i germani reali, le alzavole, i tuffetti e le marzaiole; il Gorgo Medio e Alto con la presenza delle rarissime anatre marmorizzate. Il Lago Preola a differenza dei gorghi si sviluppa in lunghezza ed è il sito ideale per la nidificazione dei Germani reali, dello Svasso del Cavaliere d'Italia e di tutte le specie che popolano la riserva. E' uno spettacolo bellissimo, specialmente in primavera, con la fioritura e con il profumo che è inebriante. Poi è facile incontrare la Volpe, l'Istrice, la Tartaruga lacustre, la Poiana e l'Upupa. Proseguendo dirigetevi verso Mazara, dalla strada interna, incontrerete la SS 115 prendete la direzione Trapani, dopo la salita Zano si discende per qualche chilometro e si percorre la circonvallazione esterna della città, Via Falcone e Borsellino, dove vi fermerete nei pressi del secondo semaforo e visiterete, sulla collinetta in alto a destra, Madonna dell'Alto chiesa di stile arabo-normanno eretta nel 1100 per desiderio di Giuditta figlia del Conte Ruggero. Proseguendo sulla stessa strada al nuovo rondò con l'albero a spirale girate a destra in direzione Costiera dove visiterete l'antico Borgo contadino e nei pressi visiterete il sito archeologico di Roccazzo (34 ettari) con tombe dell'età neolitica. Da Roccazzo rientrate in Città dirigendovi  verso la spiaggia di Tonnarella con direzione Capo Feto dove visiterete la riserva naturale: 453 ettari di zona umida palustre di acqua salmastra regno del Giunco, del Giglio marittimo e della Carota spinosa dove sostano il Germano Reale, l'Airone Cinerino ed il Cavaliere d'Italia. Costeggiando il mare, Lungomare Fata Morgana, arriverete al Porto Nuovo dove non mancano mai i famosi Pescherecci della prima città peschereccia di tutto il Mediterraneo. Ritornando verso il centro cittadino dopo aver attraversato il ponte sul Mazaro scendete, naturalmente a piedi, la scalinata subito a destra e attraversate il Lungomazaro Ducezio arrivando fino a Piazzetta dello Scalo dove potrete acquistare il pesce al nuovo mercato ittico al minuto.  

 

                                              

     Gorghi Tondi e Preola

     

                       

  Madonna dell'Alto                    Tomba a Roccazzo                                             Tonnarella

 

   

 

   

                               

                Capofeto                                                      Lungomazaro                                        Porto Nuovo

 

........e dopo Mazara..................

Non dovete fare moltissimi chilometri perchè la provincia di Trapani non è molto vasta appena 2.462 chilometri quadrati ed occupa il territorio compreso tra la cuspide settentrionale della Sicilia, Golfo di Castellammare, al corso inferiore del fiume Belice, non ha molti comuni, appena 24 e 500.000 abitanti circa, ma è molto bella e molto ricca di storia, di cultura e di natura

Andando verso est a soli 6 Km da Mazara in territorio di Campobello, comune agricolo di circa 12.000 abitanti,  troverete le Cave di Cusa miniera inesauribile dove furono estratti i materiali per la costruzione dei templi di Selinunte e rimaste inalterate dal 409 a.C. Nel territorio di Castelvetrano l'antica "Castrum Veteranorum", grosso centro agricolo di circa 32.000 abitanti, da qualche anno si chiama Castelvetrano-Selinunte in quanto nel proprio territorio è situato il Parco archeologico di Selinunte Colonia Greca che allora aveva una popolazione di 80.000 abitanti il parco è esteso 270 ettari  ed è impossibile venendo in zona non dedicargli una giornata. Selinunte, situata a 30 metri sul livello del mare, venne fondata dai coloni di Megara Hybleae guidati da Pammilo nel VII secolo a.C., ebbe numerosi scontri con Segesta dal 480 a. C. Alleatasi con i Cartaginesi fu distrutta dagli stessi nel 409 a.C. durante la I guerra Punica per non farla cadere in mano ai Romani e la popolazione si trasferì a Lilibeum. Un violento terremoto la distrusse completamente nel X o XI secolo.  Il parco archeologico di Selinute è il più grande dell’area mediterranea e comprende l’Acropoli, la collina, tre Necropoli, il pianoro di Contrada Manuzza ed il santuario di Malophoros. Subito dopo, al confine con la provincia di Agrigento, potrete visitare la Riserva Naturale del Belice tra Marinella di Selinunte e Porto Palo di Menfi caratterizzata dall'ampia spiaggia con le dune di sabbia, dalla foce del fiume con la tipica vegetazione palustre e dalla macchia mediterranea sempreverde. Risalendo nella Valle del Belice incontrerete Partanna, centro agricolo e commerciale di circa 12.000 abitanti, feudo dei Grifeo, Grifeo I° nipote del  Conte Ruggero lo abbiamo visto sul portale della Cattedrale di Mazara che accompagna lo zio nella schiacciata di Mokarta, qui potete visitare il Castello dei Grifeo .  Siamo nella Valle del Belice dove l'olivicoltura D.O.P. la fa da padrona -Nocellara del Belice- nel triangolo Campobello, Castelvetrano e Partanna.  Proseguendo verso nord incontriamo Santa Ninfa, di circa 5.000 abitanti, la cui economia è legata all'agricoltura e all'allevamento del bestiame.

Proseguendo ancora, ecco la Nuova Gibellina  con la Stella del Consagra. Il vecchio paese ricoperto dal Cretto di Burri fu distrutto dal sisma del 1968 insieme agli altri paesi della Valle del Belice (Santa Ninfa, Salaparuta, Poggioreale e Partanna). Alla sua ricostruzione hanno partecipato architetti di fama mondiale che hanno conferito un aspetto urbanistico da New Town inglese. Interessanti le opere d'arte e di architettura contemporanea. Più spostati ad est incontriamo Salaparuta  e Poggioreale,  paesi di circa 2.000 abitanti, la cui economia è basata sull'agricoltura ed anch'essi ricostruiti dopo il triste terremoto del 1968. Ridiscendendo la Valle verso ovest incontriamo Salemi situata su una collina a 446 metri sul livello del mare ed una popolazione di circa 15.000 abitanti dove Garibaldi  il 14 maggio del 1860 assumeva la dittatura della Sicilia in nome del Re Vitt. Emanuele II. Interessante il tessuto urbanistico del centro storico prettamente Arabo da cui il nome "Salem" luogo di delizie e dove si era insediato Mokarta.  In posizione dominante sorge il castello eretto da Federico II nel XIII secolo.

Salendo in direzione Palermo si incontra Vita il più piccolo, per estensione, comune della provincia. Centro agricolo di circa 3.000 abitanti a 445 metri sul livello del mare. Molto interessanti i Murales sulla civiltà contadina che tappezzano il paese.

Dopo si incontra Calatafimi famosa per la 1ª battaglia che i Mille ebbero con le truppe borboniche e che dal 1997 ha assunto il nome di Calatafimi Segesta in quanto nel proprio territorio sorgono i resti dell'antica città greca. Molto interessante il sito archeologico di Segesta, fondata dagli Elimi, alleata con gli Ateniesi  e poi con i Cartaginesi fu rivale di Selinunte. Fu distrutta nel 307 a.C. dal Siracusano Agatocle ma rinasce con i Romani ed abitata fino al Medioevo. Bellissimo il tempio che è giunto integro fino ai nostri giorni e l’elegante teatro costruito nel III secolo a.C. dove d’estate vengono organizzate rappresentazioni e commedie antiche.

Salendo ancora a nord incontriamo Alcamo, 46.000 abitanti circa, fondata dagli Arabi sul colle Bonifato fu rifondata da Federico II in pianura nel XIV secolo. Il Castello de Conti di Modica che domina la Città fu eretto proprio in quel secolo   è interessante anche visitare la Chiesa Madre. Ha dato i natali a Cielo d'Alcamo illustre poeta della corte di Federico II ed al Bianco d'Alcamo il famoso vino. Dopo Alcamo ci dirigiamo a Castellammare del Golfo, antico Emporio Segestano e poi fortezza Araba, oggi è una cittadina di 15.000 abitanti circa la cui economia è basata sulla pesca ed il turismo. Nel proprio territorio è situato il Borgo di Scopello con l'antica tonnara e una bella costa, da qui inizia la Riserva naturale dello Zingaro. Interessanti anche le grotte dei Monti Inici.

Partendo ancora da Mazara ma stavolta andando verso ovest e costeggiando il mare incontriamo subito il nuovo comune di Petrosino, istituito il 1° luglio 1980 in quanto prima era una frazione di Marsala, conta circa 8.000 abitanti ed è un paese agricolo.

A pochi chilometri ecco Marsala, Marsa Allah porto di Allah per gli arabi, l'antica Lilibeum per i Romani è la Città più popolosa, circa 84.000 abitanti, della provincia anche se il centro cittadino è piccolo in quanto la Città comprende nove grosse Frazioni: Birgi, Bosco, Tabaccaro, Ciavolotto, Paolini, Ranna, Strasatti, Terrenove e Amabilina dove vivono circa 48.000 abitanti sparsi nelle varie contrade delle frazioni (Bosco, Bufalata, Conca, Dara, Porcospino-Ragattisi, Granatello, Madonna della Cava, Pecorume, Ciappola Cutusio, Catenazzi, Giardinello, Fontana Leo, Sturiano, Rakalia, Fontanelle, SS. Filippo e Giacomo, Ciavolo, Digerbato, Scacciaiazzo, Carillume, Biesina, Selvaggi, Sinubio, Cozzogrande, Casazze, Torrelunga Puleo, Matarocco, Perino, Vurgo, Gurgo, Canale, Stazzone, Addolorata, S. Venera, Madonna Alto Oliva, Colombaia Lasagna, Pispisia, S. Michele Rifugio, Giunghi, Dammusello, Spagnola, S. Giuseppe Tafalia, Strasatti, Cuore di Gesù, Fornara, Pastorella, Santo Padre delle Perriere, Sant'Anna, Bambina, Berbaro, Berbarello, Fessarunza, Ponte Fiumarella, Ventrischi, Villapetrosa, Casabianca, S. Silvestro, Ciancio, Cozzaro, Misilla, Cardilla e Fiumara S. Onofrio). Marsala è definita città dalle cento borgate, ho voluto indicare solo quelle popolate anche perchè se incontrate queste località sappiate che siete ancora a Marsala. Ogni frazione ha il suo Baglio (anticamente cortile) dove viene lavorato il Marsala vino famoso in tutto il mondo. Qui gli Inglesi Whodhouse, Withaker, Ingham, Corlett, Hopps fecero conoscere e produssero vini per duecento anni ed ancora qualche discendente continua l'opera. Vincenzo Florio fece conoscere il Marsala in tutta Italia e le più importanti società vinicole Italiane aprirono stabilimenti a Marsala. Attualmente ci sono almeno una decina di tipi di Marsala (Superiore, Fine, Vergine, Extravergine,Vecchio, Stravecchio ecc. oltre a quelli aromatizzati all'uovo, alle mandorle alla fragola ecc.),  e sono distribuiti in cinquanta paesi di tutto il mondo. Qui l'11 maggio 1860 Garibaldi sbarcò con i suoi Mille. 

           

   Porta Garibaldi            Chiesa Madre                                          Mosaico-Villa Romana di Capo Boeo     Baglio Anselmi - Museo Nave Punica         

  La litoranea che da  Marsala porta verso Trapani e dopo aver superato Baglio Anselmi e Capo Boeo, la punta più estrema della Sicilia, è dominio incontrastato delle saline  fermatevi all'imbarcadero e fate un salto a Mozia, isola di grande storia, di proprietà della fondazione Whitaker dove ammirerete gli scavi e all'interno del museo, l'Efebo

Proseguendo e superato l'aeroporto di Birgi e alcune frazioni di Trapani, Rilievo, Marausa e prima di arrivare a Trapani, incontrerete Paceco un grosso centro agricolo di 12.000 abitanti, con le frazioni Dattilo e  Nubia con il Museo del sale e dove ha inizio la Riserva Naturale delle Saline di Trapani e Paceco       Siete alle porte di Trapani il capoluogo di provincia conta circa 74.000 abitanti. Fondata dagli Elimi, gli antichi abitanti di Erice, e battezzata Drepanon (falce) per la forma della penisola su cui sorge, in anni passati ha avuto il sale al centro dell'attività più importante della città oggi un pò meno. L'America's Cup l'ha fatta conoscere a tutto il mondo e tutti abbiamo ammirato, in televisione, la bellezza del sito con a mare le isole Egadi ed alle spalle monte San Giuliano con Erice. Il mare è stato e continua ad essere fonte di vita per la città, l'attività della pesca e della lavorazione del corallo sono sempre importanti. Al Museo regionale Pepoli La sede del Museo vicino al Santuario dell'Annunziata   si possono ammirare tanti gioielli in corallo e merita una visita. Dopo aver visitato la città, il suo porto fino alla torre Ligny avviamoci vero il Monte San Giuliano ma prima di salire ad Erice visitiamo i paesi ed i borghi sottostanti. Valderice, 11.000 abitanti circa, divenne comune nel 1955 staccandosi da Erice ed assumendo questo nome infatti fino ad allora era conosciuta come Paparella con San Marco. Situata nella Valle di Venere offre scenari di incomparabile bellezza ed è meta ambita di villeggiatura e dove non potete mancare di visitare Bonagia con la sua antica tonnara

Custonaci, 5.000 abitanti circa, è situato in collina a 200 metri sul livello del mare, centro agricolo è famoso per le cave di marmo "il botticino" e non bisogna mancare di visitare la grotta Mangiapane o Scurati dove al suo interno si ripara un piccolo agglomerato di case completo di cappella e strada acciottolata, nello stesso luogo durante il periodo natalizio è allestito l'ormai famoso Presepe Vivente.  

San Vito lo Capo così chiamata in onore a S. Vito Martire, è un borgo marinaro di appena 4.000 abitanti circa. Ambita meta dei bagnanti per la sua bianchissima spiaggia, per il suo mare cristallino e per il CousCous Fest è situato nel litorale costiero che dal Monte Cofano arriva fino alla riserva dello Zingaro. La riserva occupa la maggior parte della penisola del Capo fino al Golfo di Castellammare. Il suo litorale lungo circa otto chilometri presenta tratti a strapiombo e calette con spiagge accessibili   in cui prendere il sole e fare il bagno nelle acque cristalline, sarà qualcosa di indimenticabile. La flora e la fauna della riserva comprendono tutto quanto possa vivere nell'area mediterranea: Palma nana, Orchidee, Timo, Giaggiolo, Speronella in mezzo alle quali nidificano almeno 40 specie di uccelli come: i Barbagianni, le Aquile, i Falchi pellegrini,  le Poiane ecc. La cosa più bella è che si può visitare soltanto a piedi e sui tracciati segnati dalla forestale.

Ritornando indietro ci dirigiamo a Buseto Palizzolo, 3.500 abitanti circa, costituito da una serie di frazioni: Badia, Battaglia, Bruca, Tangi, Pianoneve e Buseto superiore. L'attività principale è la viticoltura ed è interessante visitare nel luogo, il Bosco Scorace dove a 646 metri sul livello del mare dominano 750 ettari di verde e di pace con alberi di sughero centenari e dove i pini, le querce, gli Eucalipti, i cipressi la fanno da padroni insieme alle piante aromatiche ed alla fauna costituita principalmente da conigli, lepri, istrici, volpi, falchi, daini e cinghiali. Il Panorama che si gode  dall'alto è stupendo, Pianto Romano, Segesta, il Golfo di Castellammare, i Monti Inici, Erice e gli uliveti, i vigneti. Un luogo da non perdere.

Adesso ci dirigeremo verso il Monte San Giuliano per visitare Erice, 28.000 abitanti circa, sorge sulla sommità a 571 metri sul livello del mare alle spalle della città di Trapani. E’ una delle perle del turismo siciliano fu  città Elima ed ancora adesso è cinta di mura  ciclopiche, passò poi ai Cartaginesi, ai Greci ed ai Romani. Famosissimo nell’antichità il tempio dedicato alla dea Venere sulle cui rovine i Normanni edificarono il Castello Interessante anche il  Duomo gotico trecentesco  ed il quartiere Spagnolo. Il centro storico è un susseguirsi di stradine,   vicoli, cortili, piazzette e conserva ancora oggi il fascino di antico borgo medievale con botteghe artigianali di ceramiche, dolci, tappeti e manufatti. Ha sessanta chiese  e la Chiesa di San Domenico accoglie il Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana” sorto su iniziativa del prof. Zichichi . Venendo in zona non si può fare a meno di visitarla e non volendo fare la salita sul monte in macchina si può raggiungerla anche con la moderna cabinovia. .................

 

...........................e adesso andiamo per Isole.........

 

L'arcipelago delle Egadi è costituito da un solo Comune di circa 4.500 abitanti che comprende il capoluogo Favignana, Marettimo, Levanzo e due altre piccole isole Formica e Maraone. Le isole prima Cartaginesi furono conquistate dai Romani nel 241 a.C. che sconfiggendo i nemici nella famosa battaglia delle Egadi misero fine alla prima guerra punica. Poi caddero in mano ai Vandali, ai Saraceni ai Normanni e tutte le  altre dominazioni che ci furono in Sicilia. Favignana ad appena 4 miglia dalla costa tra Trapani e Marsala è la più grande dell'arcipelago ed ha una forma vagamente a farfalla  ed un territorio di circa 20 Kmq sovrastata nell'ala occidentale dalla Montagna Grossa alta appena 302 metri mentre l'ala orientale è più piatta ed ospita il principale centro abitato. Si raggiunge solo per via mare con servizi di traghetto o aliscafi sia da Trapani che da Marsala ed appena arrivati al porto subito noterete due edifici entrambi che ci conducono ai Florio che acquistarono l'isola dai Pallavicini nel 1874: Palazzo Florio e la Tonnara. Ed una delle attrazioni dell'isola, che richiama nel periodo molti turisti, è la Mattanza dei Tonni Ma Favignana è bella per le sue Calette e per le sue spiagge ed è meta molto ambita per gli amanti delle immersioni. Interessanti anche le cave di tufo specialmente nella zona di Cala rossa, Scalo Cavallo e Bue Marino e le grotte. I pescatori con le loro barche vi porteranno alla Grotta Azzurra, a quella dei Sospiri, a quella degli Innamorati.

Levanzo è la più piccola delle Egadi abitate, appena 5 Kmq, con un piccolo porticciolo ed uno sparuto gruppo di case ma vero paradiso per chi ama le vacanze tranquille  E' interessante visitare la Grotta del Genovese con pitture neolitiche di 5.000 anni fa.

Marettimo è la più lontana ed anche la più montuosa dell'arcipelago è definita la "Perla del Mediterraneo"per il blu intenso e limpido delle sue acque incontaminate tanto da essere diventata parco marino. Falesie rocciose, tipo dolomiti, si buttano in un mare caraibico da un'altezza di 400 metri. E' raggiungibile solo via mare con traghetti ed aliscafi . E' la meta preferita degli esploratori di grotte: del Cammello, del Tuono, del Presepe e la Perciata; e degli amanti delle esplorazioni subacquee. 

 

Pantelleria la perla nera, per le sue origini vulcaniche, del Mediterraneo è immersa nel blu a 110 Km dalla Sicilia. Si può raggiungere in aereo, in nave o con aliscafi. Chiamata Cossyra dai Romani subì le dominazioni Arabe, Normanne, Aragonese e Turche. Durante la seconda guerra mondiale, considerata luogo strategico, fu bombardata dal mare e dal cielo. Ha una superficie di 83 Kmq e la Montagna Grande arriva ad un'altezza di 835 metri, gli abitanti sono circa 8.000. La sua economia si basa principalmente sull'agricoltura ed il turismo, c'è una buona ricettività alberghiera. E' famosa in tutto il mondo per i frutti della sua terra: lo Zibibbo, da cui si ricava il Passito, il Moscato, gli Spumanti e per i Capperi. Caratteristiche le abitazioni tradizionali  i dammusi a ricordo della conquista Araba. Pantelleria vale una visita per la sua storia, per i suoi prodotti, per le sue grotte, per lo Specchio di Venere,  per il suo mare  e le sue coste.

Ho descritto in modo riassuntivo il territorio della Provincia di Trapani e sicuramente ho tralasciato molte cose, alcune involontariamente altre no, ma chi è interessato alla zona può senz'altro visitare i siti turistici di tutti i luoghi che io ho indicato. Non vi ho parlato molto di Musei o luoghi chiusi perchè penso ad una visita in zona nel periodo estivo quando tutti possono permettersi una vacanza e non hanno voglia di andare per locali chiusi. Se qualcuno fosse interessato al sacro, consiglio una visita al Museo Diocesano di Mazara, molto ricco di oggetti di arte sacra a partire dalla seconda metà del quattrocento fino alla fine dell'ottocento. Il miglior periodo che io consiglio per visitare la Sicilia è la primavera quando i colori ed i profumi inebriano l'aria.

Stemma Ufficiale della Regione Sicilia CLICCA per collegarti